Turismo Sostenibile in Sardegna

Per dirla in breve il turismo sostenibile è la presenza di strutture e servizi turistici realizzati in modo tale da non distruggere o penalizzare il panorama, il mare e l’ambiente.

Il turismo sostenibile privilegia l’alloggio dei villeggianti nell’entroterra (almeno due chilometri dal mare) lasciando intatta la costa allo stato naturale. I villeggianti possono raggiungere il mare mediante servizi di navettamento in pulman, in bicicletta e godersi il mare immersi nella natura, senza opere in cemento nelle vicinanze e senza l’eccessiva presenza degli stabilimenti balneari.

Il turismo sostenibile fa risparmiare sulla spesa per le vacanze. 

Facciamo qualche esempio. Piuttosto che ricercare costosi alloggi a pochi metri dal mare siamo andati alla ricerca di case in affitto nell’ entroterra a 4-5 km dal mare. Costano decisamente meno, in genere sono appartamenti altrimenti chiusi posti al secondo piano delle case di proprietà dei cittadini residenti.

Alloggiare in una località dell’entroterra offre ai villeggianti quei servizi urbani a cui siamo stati abituati in città (uffici postali, alimentari a basso costo, telefono, negozi ecc.) senza necessità di duplicare queste attività nelle località di mare.

Recarsi al mare in auto o in bicicletta immersi nella natura di una strada provinciale, senza traffico e per pochi chilometri, è sicuramente piacevole se la meta di destinazione è una spiaggia libera, poco affollata e con macchia mediterranea alle spalle.

Affittare una casa per l’estate nell’entroterra delle località di mare rappresenta una forma reddito per cittadini del luogo favorendo lo sviluppo sostenibile della zona.

Un’alternativa all’affitto arriva dall’accoglienza in agriturismo o in campeggi privi di pesanti strutture in cemento, localizzati a distanza sostenibile dalle spiagge. Ovviamente trovare un buon Agriturismo immerso nella natura e a pochi minuti dal mare è la soluzione migliore.

Il turismo sostenibile è un’opportunità di reddito per i cittadini del luogo. Le spiagge italiane sono una fonte di reddito e un valore economico per tutti.

Distruggerle con le speculazioni edilizie o privatizzarle non avvantaggia nessuno. Il turismo sostenibile protegge le spiagge e fornisce un reddito turistico ai cittadini residenti nell’entroterra sia mediante l’affitto degli alloggi privati come residenze estive (es. secondo piano delle case) sia come crescita del giro di affari nell’indotto commerciale (es. negozi, servizi, attività commerciali già presenti nell’entroterra).

 

Il turismo sostenibile non va contro l’attività edilizia. Con il turismo sostenibile e la crescita della ricchezza distribuita tra le popolazioni residenti aumenterebbe anche la richiesta di nuove costruzioni per migliorare le strutture dell’entroterra senza il rischio di distruggere la bellezza delle coste da cui dipende l’afflusso turistico nella zona.

Si chiede semplicemente di evitare la tentazione di costruire sulla costa. E’ inutile e dannoso costruire sulle spiagge o nelle vicinanze mettendo a rischio l’afflusso turistico dell’intera area. Oggi una spiaggia ancora allo stato naturale vale oro ed è fonte di reddito per tutta la comunità locale.

Approdare nelle coste della Sardegna in periodo estivo è certamente la tendenza più diffusa tra i turisti che arrivano nell’isola.

Ritengo sia un vero peccato che, in un’area geografica a clima mediterraneo con bassa frequenza di precipitazioni, il territorio venga considerato come “appetibile” turisticamente per non più di 4 mesi all’anno. Il discorso molto attuale di sostenibilità ambientale connessa al turismo può collegarsi per vari aspetti alla destagionalizzazione dello stesso.

I temi legati al turismo sostenibile e responsabile sono stati oggetto di diverse linee programmatiche negli ultimi decenni, come ad esempio l’Agenda 21 (programma d’azione a livello mondiale dedicato allo sviluppo sostenibile). La pianificazione è importantissima al fine di valutare e migliorare il meccanismo “input – output” del sistema turistico e ambientale.

Personalmente credo che i mesi in prossimità del periodo estivo, sia prima che dopo, meritino una maggiore promozione di quel turismo culturale, ambientale ed enogastronomico che porterebbe, se bene strutturato, degli enormi benefici al territorio.

Vedo inoltre la qualità dell’offerta turistica come misurabile attraverso vari indicatori e tra questi vi sono sicuramente: l’impatto territoriale che lo stesso servizio implica; le “informazioni” a disposizione del turista per meglio conoscere il nostro patrimonio (risorse naturali, risorse culturali e storiche, enogastronomia…).

 

Roberto Febbroni-Associazione Nuova Terra

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