I Semi di Cumino Nero e il loro Olio… l’Oro della Terra!

Avete mai sentito parlare dei ‘semi benedetti’? È così che gli arabi definirono i semi del Cumino Nero (Nigella Sativa), pianta dalle notevoli proprietà fitoterapiche.

Sempre più studi scientifici mostrano che la malattia nasce da uno sbilanciamento o disfunzione del sistema immunitario e i ricercatori americani attribuiscono oggi a questa pianta il potere di ‘regolatore del sistema immunologico’; quindi, il complesso sistema di difesa umano, se ammalato o debilitato, ne può essere sia rafforzato che migliorato.

Ci sono storie che fanno il giro del mondo, fanno dei giri enormi… impiegano anni, secoli… passano di cultura in cultura, di tradizione in tradizione, cavalcando leggende, miti, racconti che si tramandano, e infine arrivano a noi… come distillati di sapienza, come perle liberate dallo scrigno di un tesoro nascosto in quelle terre lontane dai climi molto caldi.

Proprio da terre lontane ed esotiche giunge la storia del cumino nero, ampiamente utilizzato -fin dai tempi antichi- in Fitoterapia e come spezia… e considerato una naturale panacea universale anche dagli antichi romani con il nome di ‘Coriandolo Romano’!

È una spezia molto antica (nominata anche nel Vecchio Testamento!), dal sapore amaro e dal pungente odore dolciastro, originaria della regione mediterranea del Nord Africa (e proprio da questa terra magica e antica arrivano le sue maggiori produzioni), ma cresce anche in Turchia e in Oriente.

I Greci lo usavano così tanto che la tenevano a tavola in un contenitore (come oggi facciamo con il sale e con il pepe), usanza mantenuta ancora oggi in Marocco.

 Durante il Medioevo si credeva che il cumino avesse il potere di non far fuggire animali domestici e amanti e che, in generale, fosse di buon auspicio, soprattutto per le coppie di sposi.
 In alcune tradizioni erboristiche dei tempi antichi, l’unione di cumino e miele rappresentava un rimedio naturale contro le amnesie, ma anche la ricetta di un potente afrodisiaco di origine araba.

Nell’antico Egitto i semi di cumino nero venivano già usati anche dai faraoni come rimedio contro raffreddore, mal di testa, dolori mestruali, mal di testa, stati di debolezza, disturbi digestivi, mal di denti, infezioni, malattie infiammatorie e allergie, e per favorire il ‘benessere’. Tanto che sono stati trovati olio e semi nei contenitori del corredo funebre della tomba del giovane faraone Tutankhamon, affinché il suo spirito potesse portarli con sé nel sacro Amenti. E l’olio veniva anche utilizzato da Cleopatra e Nefertiti come rimedio di bellezza e salute. Ecco perché oggi questo prezioso elisir di lunga vita in alcuni luoghi viene chiamato ‘l’olio di Cleopatra’!

Per gli assiro-babilonesi erano un’ottima cura per i problemi di stomaco, e per uso esterno venivano usati per occhi, orecchie, bocca e problemi di pelle, come prurito, eruzioni cutanee, piaghe ed herpes. Il grande medico greco Ippocrate (V sec a.C.) lo riteneva un rimedio valido nei disturbi epatici e digestivi. Il naturalista romano Plinio il Vecchio (I sec.) nella sua Naturalis Historia (Storia Naturale) si riferiva ad essa come ‘Git’ (Nigella), ed era raccomanda –tra le altre cose- per i raffreddori e le infiammazioni nell’area della testa. Persino il profeta Maometto scrisse nel Corano che il cumino nero ‘guarisce tutto, eccetto la morte’. Nel Nord Europa oggi il cumino è una spezia utilizzata per preparare dolci, alcuni tipi di pane e liquori come il kummel; mentre nell’Europa dell’Est si utilizza per la preparazione del gulasch. In India è impiegato in molte miscele di spezie, come il garam masala, il tandoori masala e il curry.

 

Il cumino è una spezia particolarmente ricca di ferro e nella tradizione ayurvedica è molto apprezzato per le sue ampie qualità e per i suoi benefici sulla salute, proprietà che oggi iniziano a trovare conferma all’interno della ricerca scientifica. Viene considerato una spezia dal potere riscaldante, adatta per l’utilizzo durante la stagione invernale; e il suo consumo viene considerato utile per contrastare i gonfiori addominali e per la sua azione sedativa. Per chi conosce la Medicina ayurvedica: riduce Vata e Kapha e aumenta Pitta (gli umori biologici di Aria, Fuoco e Acqua).

I fiori, che si sviluppano in estate, sono bianchi con striature azzurrognole e danno vita a frutti rigonfi che contengono i miracolosi piccoli semi neri.

La Nigella Sativa è molto ricca di principi nutrizionali, infatti contiene ben otto dei nove aminoacidi essenziali (cioè, che non siamo in grado di sintetizzare in quantità sufficiente e dobbiamo introdurre attraverso la dieta per mantenere l’organismo in buone condizioni di salute) e oltre un centinaio di elementi preziosi tra cui arginina, acido ascorbico, acido glutammico, calcio, carboidrati, carotene, cisteina, ferro, lisina, magnesio, minerali, potassio, proteine, selenio, vitamine A-B1-B2-C, zinco.

Contiene, inoltre, molti acidi grassi essenziali (EFA-Essential Fatty Acids) -tra cui acido linoleico e acido linolenico- che, come le vitamine e i sali minerali, sono importanti per la produzione di ormoni. Proprio per questo motivo è un rimedio ‘femminile’ rilevante perché i disturbi e le problematiche legate al climaterio (che poco a poco interessano tutti gli organi della donna quando si avvicina la menopausa) influiscono sia fisiologicamente, emotivamente e psicologicamente. Queste problematiche sono causate dalla diminuzione degli ormoni e, in particolare, degli estrogeni.

Le proprietà del cumino nero derivano dal suo contenuto di carvone (nella parte volatile dell’olio contenuto nei semi), elemento che agisce come stimolante delle attività dello stomaco e come anti-infiammatorio intestinale. Importante caratteristica questa, che permette di farne uso per qualsiasi problematica gastrica e intestinale, dal momento che protegge anche la flora dell’intestino agendo in modo attivo sui batteri che provocano spesso in questa zona i comuni disturbi. Poiché le malattie dello stomaco e dell’intestino possono influire su cuore e circolazione sanguigna, può essere utile farne uso al fine di evitare le complicanze sull’apparato cardio circolatorio. È interessante notare che i calcio antagonisti (classe di farmaci utilizzati come anti-ipertensivi o in altre patologie dell’apparato cardiocircolatorio) sono noti per la loro efficacia nell’asma e nel controllo della diarrea per la loro azione spasmolitica, e nei semi di cumino nero la presenza dei principi costituenti dei calcio antagonisti può essere la ragione del loro tradizionale uso come anti-diarroico.

Inoltre la pianta è nota per la sua attività anti-microbica nei confronti di una lunga serie di micro-organismi e questa proprietà può essere un valore aggiunto, particolarmente nella diarrea infettiva. Paracelso era solito affermare che ‘La morte si trova negli intestini’… e l’olio di cumino nero nel momento in cui viene digerito nel tratto intestinale lo ‘ripulisce’ anche per merito del nigellin, componente che ha una potente capacità di depurazione. Infatti il cumino contribuisce a una disintossicazione naturale dell’organismo, insieme ad altre spezie utili come zenzero, cannella, curcuma e finocchio.

I semi neri di cumino nero hanno le seguenti caratteristiche, sono: amari, termogenici, aromatici, carminativi, diuretici, emmenagoghi, antibatterici, antinfiammatori, deodoranti, appetitosi, digestivi, antielmintici, sudoriferi febbrifughi, stimolanti, galattagoghi ed espettoranti. E vengono usati per aumentare il sistema immunitario (nelle malattie croniche come la neurodermite (lichen simplex cronico), l’AIDS etc.), nella reazione eccessiva del sistema immunitario (come allergie, reumatismi, sclerosi multipla,
 leucemia, febbre da fieno e asma), come attivatore delle facoltà mentali, come protettore del cuoio capelluto e per rendere folta la capigliatura.

Trova anche impiego in diverse patologie come: anoressia, amenorrea, cancro, candida albicans, cefalea, colesterolo, coliche dei neonati, diabete, diarrea, debolezza e astenia, dissenteria, profonda azione disintossicante su intestino e fegato, disturbi a fegato e vescicola biliare (cistifellea), emorroidi, febbre, flatulenza, ittero, ipertensione, malattie veneree, malattie della pelle e allergie cutanee (infiammazioni, edemi, orticaria, eczema e acne), oftalmia, problemi digestivi, tosse, raffreddore e influenza, parassiti intestinali (come vermi, ameba, tenia, ossiuri) sia per via orale, che come balsamo sul ventre, problemi a reni e vescica urinaria, paralisi, dolori reumatici e artritici, contusioni e lesioni, stanchezza mentale, confusione, disturbi del sistema ormonale, sinusite, sterilità, stitichezza.

Non è facile trovare questo rimedio naturale nelle erboristerie. Comunque, oltre che come seme e polvere, può essere reperibile sotto forma di capsule contenenti l’olio ricavato dai semi o come olio puro… infatti, è soprattutto in questa forma che viene utilizzato.

E in Cina e in India l’olio di cumino nero è addirittura usato come antibiotico naturale. Quest’olio viene estratto dalla spremitura a freddo dei semi, e ciò garantisce la perfetta conservazione di tutte le proprietà di questo portentoso concentrato di benessere. A Nuova Delhi, durante un Congresso Internazionale sul Cancro, si è parlato del suo effetto anti-tumorale. E gli scienziati del Cancer Immuno-Biologv Laboratory del South Carolina scrivono: ‘Il cumino nero partecipa alla stimolazione del midollo osseo e alla produzione delle cellule immunitarie, stimola la generazione dell’ interferone, protegge le cellule normali dagli effetti dei virus, contrasta la riproduzione delle cellule tumorali e aumenta il numero delle cellule B produttrici degli anticorpi’. Negli Stati Uniti è in commercio già da molti anni ma è sempre stato apprezzato come integratore alimentare e non tanto come medicamento, e solo recentemente è stato riscoperto per la cura di molte malattie. È stato anche accertato che non vi sono effetti collaterali dell’olio di semi di cumino nero, se viene assunto moderatamente. Tuttavia, non è raccomandato l’uso durante la gravidanza.

Il Dr. Peter Schleicher, immunologo tedesco di Monaco e membro dell’Accademia Mondiale degli Scienziati, nel suo istituto ha condotto ricerche sull’applicazione dell’olio di cumino nero nelle malattie croniche e i risultati raggiunti corrispondono a quelli dei suoi colleghi statunitensi. Al riguardo, egli scrive: ‘L’olio derivato dai semi del cumino nero contiene acidi grassi essenziali’ (es. acido gamma-linoleico). Grazie a ciò la sintesi produce importanti sostanze immunoregolatrici come la prostaglandina E1. L’acido linoleico stabilizza la membrana della cellula e la prostaglandina agisce come antinfiammatorio, in modo da impedire le reazioni immunologiche che causano molte malattie croniche. Dall’acne al raffreddore da fieno, fino al cancro. Inoltre grazie alle sostanze contenute in questo olio l’aumento delle funzioni delle cellule T dell’allergia viene stabilizzato, e vengono aumentati gli anticorpi. L’esagerata riposta immunitaria viene normalizzata e ridotta nei limiti’. Questo lo rende interessante anche nell’applicazione contro asma, raffreddore da fieno, allergie alle polveri e contro i tipici sintomi influenzali.

Il Dr. Schleicher -che ha testato l’olio su 600 pazienti- riferisce i seguenti risultati: ’Nel 70% dei pazienti è stata constatata la guarigione da malattie di natura allergica (polvere, polline etc.), acne e neurodermiti’. L’immunologo tedesco ha sperimentato con successo lo stesso olio nella prevenzione delle malattie da raffreddamento e delle influenze: il sistema immunitario viene armonizzato e condotto ad uno stato ottimale.

Concludo riportando indicazioni pratiche per alcuni usi esterni dell’olio di cumino nero:

Per massaggio sedativo: 2 gocce in un cucchiaio di olio vettore (per esempio, quello di mandorle dolce o extra vergine di olive) massaggiare sui bronchi fino a completo assorbimento e coprire con un panno caldo.

Per diffusione: 5 gocce in un bruciatore d’essenze, per disinfettare l’ambiente in cui si soggiorna.

Per il cuoio capelluto: 3 gocce in una lozione a base di aceto di mele e acqua, da massaggiare sulla testa bagnata dopo lo shampoo. Frizionare bene, per stimolare l’ossigenazione e la micro-circolazione locale, e risciacquare abbondantemente.

Per i capelli: per un’azione ristrutturante dei bulbi capilliferi, utilizzare degli impacchi naturali a base di questo olio.

Beatrice Marchetti

fonti:

http://jpma.org.pk

www.altervista.com

nigellasativa.it

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