Il rapporto con gli altri

“Cos’è la vita?”, è una domanda che molti si pongono. La vita è rapporto, amici miei. Possono essere date altre risposte, e tutte potrebbero essere valide, ma al di là di tutto, la vita è rapporto. Se non si ha nessun rapporto, non si vive. La vostra vita, i vostri rapporti, sono collegati ai vostri atteggiamenti. Si possono avere rapporti positivi o negativi, ma nel momento in cui si stabilisce un rapporto, si vive. Ecco perché l’individuo che ha dei rapporti negativi è più vivo della persona che non ha nessun tipo di rapporto. I rapporti distruttivi determinano inevitabilmente uno stato di crisi, che è la premessa per superare la distruttività. Non avere affatto rapporti, e nascondersi dietro la maschera della falsa serenità, è più immaturo che avere rapporti negativi.

I conflitti interiori vi impediscono di relazionarvi in modo costruttivo con gli altri; un vero rapporto è possibile solo quando l’anima è sana e libera. Ma bisogna capire innanzitutto più profondamente cosa sia un rapporto.

Ricordate che l’intero piano evolutivo riguarda il passaggio delle coscienze individuali, dallo stato di separazione a quello di unità. L’unione con un’idea astratta, con un Dio intangibile, o vista come processo cerebrale, non è vera unione. Solo il vero contatto di un individuo con un altro stabilisce nell’intera personalità quelle condizioni necessarie per un’unione veramente profonda. L’attrazione si manifesta come una enorme forza che spinge gli individui gli uni verso gli altri, facendo sì che l’essere separati risulti penoso e privo di significato. L’energia vitale è caratterizzata non solo da questa spinta verso l’altro, ma anche dal piacere supremo: la vita e il piacere sono una cosa sola. La vita, il piacere, il contatto e l’unità con gli altri, sono il traguardo del piano cosmico.

Siete abituati ad associare la parola “rapporto” soltanto agli esseri umani, ma in realtà, questa parola può essere applicata a tutto, anche agli oggetti inanimati, ai concetti o alle idee. Essa può riferirsi alle circostanze della vita, al mondo, a voi stessi, ai vostri pensieri ed ai vostri comportamenti. Nella misura in cui vi relazionate, non vi sentite frustrati, ma appagati.

La gamma dei possibili modi di rapportarsi è molto ampia. Cominciamo con la forma più bassa che si trova sulla Terra, la forma minerale. Dal momento che i minerali non hanno coscienza, si potrebbe credere che essi non siano in grado di avere dei rapporti. Ciò non è vero. Dato che sono vivi, hanno dei rapporti, ma limitatamente al loro livello di vita; più precisamente, un minerale è un minerale proprio perché la sua capacità di stabilire dei rapporti è rudimentale. La sua funzione è quella di lasciarsi scoprire ed usare, perciò esso ha nel rapporto un ruolo completamente passivo. La capacità di un animale di stabilire dei rapporti è molto più dinamica, perché questi risponde attivamente agli altri animali, alla natura e agli esseri umani.

La scala della capacità di stabilire dei rapporti tra gli esseri umani è molto più ampia di quanto possiate immaginare. Cominciamo da coloro che si trovano al livello più basso tra gli esseri umani: quegli individui così disturbati dal punto di vista psicologico da aver bisogno di essere internati, oppure i criminali, che non sono molto diversi dai primi. Entrambi vivono in un completo isolamento, sia esteriore che interiore: difficilmente questi individui possono stabilire rapporti con altri esseri umani, ma poiché sono vivi, debbono in qualche modo avere delle relazioni. Perciò stabiliscono dei contatti con altri aspetti della vita: con gli oggetti, con il loro ambiente (anche se solo negativamente), con il cibo, con certe funzioni del corpo, forse anche con le idee, con l’arte, con la natura. Sarebbe utile, amici cari, pensare alla vita ed alle persone da questo punto di vista: meditare su queste cose vi sarà di grande aiuto e farà aumentare la comprensione che avete di esse.

Adesso, per contrasto, accenniamo ai tipi più elevati di esseri umani. Si tratta di quelle persone che hanno rapporti sani e costruttivi, che si coinvolgono profondamente con gli altri, che non hanno paura dell’intimità, che non si corazzano contro l’esperienza del rapporto e che, perciò, amano: permettono cioè a se stesse di amare. In ultima analisi, la capacità di amare deriva sempre dalla volontà e dalla disponibilità a farlo. Le persone che appartengono a questa categoria amano non solo in maniera astratta e generica, ma si espongono personalmente e concretamente, senza curarsi dei rischi. Questi individui non sono necessariamente dei santi, o esseri vicini alla perfezione, anch’essi possono avere i loro difetti, così come a volte possono sbagliare e provare emozioni negative, ma nel complesso amano, vivono i loro rapporti e non hanno paura di esserne coinvolti. Si sono liberati delle loro difese e nonostante delusioni od ostacoli occasionali, hanno una vita piena di rapporti positivi e significativi.

Cos’è la vita per l’individuo medio? È una combinazione di molteplici possibilità. Una persona può essere relativamente libera e relazionarsi correttamente in certe aree della propria vita ed essere invece molto limitata in altre. Soltanto un profondo lavoro interiore vi permetterà di accertare dove vi trovate da questo punto di vista. Quando si hanno rapporti solo apparentemente positivi, ma in realtà privi di profondità e di significato, allora è facile ingannare se stessi e dire: “Ho tanti buoni amici, non c’è niente di sbagliato nei miei rapporti con gli altri, eppure sono infelice, solo ed insoddisfatto.” Se è così che vi sentite, non è vero che i vostri rapporti sono buoni o che siete effettivamente disposti a stabilire un contatto profondo con gli altri: non potreste sentirvi soli ed infelici, se i vostri rapporti fossero veramente autentici.

D’altra parte, se il modo in cui vi rapportate soddisfa solo una funzione superficiale, esso può essere anche piacevole, ma sarà sicuramente futile. Il vostro Vero Sé non viene mai rivelato, e quindi, non vi sentite mai soddisfatti. In questo modo, derubate gli altri della possibilità di stabilire un rapporto e non date loro ciò che essi veramente cercano. Ciò accade a causa della vostra inconscia paura di esporvi, di permettere agli altri di conoscere i vostri conflitti interiori. Fino a quando non svilupperete la volontà di risolvere questi conflitti, non potrete avere delle relazioni significative, e quindi, resterete insoddisfatti.

La persona media può avere una certa capacità o volontà di essere coinvolta in un rapporto, ma non in misura sufficiente. Lo scambio reciproco e la comunicazione avvengono a livello superficiale. Le correnti inconsce agiscono sulle parti in causa e, se il rapporto è abbastanza stretto, presto o tardi ciò sarà causa di liti. Se, invece, il rapporto non diventa mai intimo, non succede nulla, ma i partner non dovrebbero ingannare se stessi, pensando che si tratti di un vero rapporto. Le tendenze inconsce distruttive possono essere superate solo se vengono affrontate e comprese. La consapevolezza non danneggia mai il rapporto, perché permette una comunicazione più chiara ed uno scambio più profondo.

A molti non è chiaro cosa determini la profondità di un rapporto. Qual è il vero criterio: lo scambio di idee o forse lo scambio del piacere sessuale? Entrambi possono essere presenti, ma ciò non rende la comunicazione necessariamente più profonda. L’unico vero criterio è la vostra genuinità, la vostra disponibilità, il vostro desiderio di sentire, di coinvolgervi, di rivelare voi stessi e tutto ciò che veramente vi sta a cuore. Quante persone conoscete a cui potete confidare le vostre pene, i vostri bisogni, le vostre preoccupazioni, i vostri desideri, le vostre aspirazioni? Pochissime, se non nessuna. Nella misura in cui vi permettete di diventare consapevoli di questi sentimenti, potete trovare più amici con cui condividerli e con cui creare un rapporto significativo.

Se fuggite da voi stessi, come potete desiderare di comunicare agli altri ciò che volete tenere nascosto a voi stessi? In questo modo non potete che vivere isolati e insoddisfatti. È necessario impegnarsi tanto nel lavoro di auto-trasformazione, perché solo grazie ad esso si può riuscire ad ammettere la verità a se stessi, e questo è il prerequisito per cominciare ad avere rapporti autentici ed a condurre una vita completa. Perfino il rapporto con altri aspetti della vita quali l’arte, la natura, le idee, prende forme nuove e più vive, in quanto questi aspetti non sono più usati per evitare sentimenti dolorosi.

A volte, i veri rapporti e la vera comunicazione vengono confusi con la tendenza infantile di dire tutto a tutti. Potete condividere indiscriminatamente i vostri sentimenti, e mettervi in situazioni pericolose, nel malinteso che un insensato candore, o una cruda onestà siano prove della vostra disponibilità e della vostra amicizia. In realtà, essi celano la vostra tendenza a chiudervi in voi stessi ad un livello più profondo e sottile, tendenza che, prima o poi, vi fornisce la prova che non vale la pena coinvolgersi.

Quando avrete raggiunto una vera comprensione di voi stessi, e conseguentemente, la liberazione dalla prigione da voi stessi costruita, non vi saranno forzature nei vostri rapporti e nel modo in cui vi rivelerete in essi. Sceglierete intuitivamente le persone, le occasioni e le maniere giuste. Gli occasionali errori di giudizio non vi turberanno e non vi spingeranno a nascondervi di nuovo. Si tratta di un processo di crescita organica, in cui la libertà giungerà solo gradualmente e solo dopo che vi sarete incamminati sul Sentiero dell’auto-conoscenza.

Associazione Nuova Terra

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