Imbolc e Candelora, Paganesimo e Cristianesimo…

imbolc2Sono sotto lo scudo della generosa Brigit ogni giorno;

sono sotto lo scudo della generosa Brigit ogni notte.

Sono protetto dalla Levatrice di Maria, ogni alba e ogni tramonto, ogni notte e ogni giorno.

Brigit è la mia compagna, Brigit è l’ispiratrice delle mie canzoni,

Brigit è la mia aiutante, è la migliore delle donne, la mia guida fra tutte le donne.

(antica preghiera di invocazione a Brigit, delle Highlands scozzesi)

Imbolc e Candelora, Paganesimo e Cristianesimo… la Celebrazione del Risveglio e della Purezza: la Festa delle Luci, per Liberare il Nostro Infinito!

Pulire e Liberare sono due parole che calzano perfettamente con l’essenza di Imbolc, così come lo è febbraio, il mese romano della Purificazione (nel mondo romano la Dea Februa/Giunone veniva celebrata alle calende di febbraio, il primo giorno del mese).

Può trattarsi di ‘pulire’ se stessi, intraprendendo una bella eliminazione delle tossine, oppure di pulire e sgomberare il focolare domestico, mettendo in atto le tradizionali ‘pulizia di Primavera!

Imbolc è uno dei sabbat principali ed è legato alla purificazione ed ai riti propiziatori per la fertilità della terra. I sabbat sono 8 giorni dedicati al Dio Sole, e legati ai movimenti del pianeta… sono giorni di venerazione, di potere e festività. La parola Sabbat nasce dalla stessa radice della parola ebraica Shabbath (nell’inglese arcaico sabat, francese arcaico sabbat, dal latino sabbatum, e il greco sabbaton o sa’baton), che è divenuta l’ebraico Shabbat, con il significato di ‘cessare’ inteso come smettere di compiere determinate azioni.

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Imbolc è l’antichissima festa celtica irlandese del culmine dell’inverno, che cadeva tradizionalmente il 1º febbraio, nel punto mediano tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera. Tuttavia, la celebrazione iniziava al tramonto del giorno precedente, in quanto il calendario celtico faceva iniziare il giorno dal tramonto del sole. Celebrato alle prime avvisaglie della Primavera è una festa duplice: è la promessa della fine dell’inverno ma anche il riposo della Dea dopo aver dato alla luce il Dio Sole, il Sol Invictus dei Romani, a Yule (festa pagana del solstizio d’inverno, celebrata il 21 dicembre).

In irlandese il termine Imbolc significa ‘nel grembo’, con riferimento alla gravidanza delle pecore a indicare che in origine si trattava di una festa legata alle pecore da latte. Infatti, in questo periodo venivano alla luce gli agnellini e le pecore producevano latte… agnellini, pecore e derivati del latte costituivano spesso la differenza tra la vita e la morte per le persone anziane e i bambini, durante il gelo pungente di febbraio!fuochi

La festività celebrava la luce, che si rifletteva nell’allungarsi della durata del giorno, e nella speranza per l’arrivo della primavera. Era tradizione celebrare la festa accendendo lumini e candele.

La festa pagana era sotto gli auspici della Dea Brígit (figlia del grande Dio Dagda e della sua sposa Bres), la quale era talmente importante per i popoli irlandesi che quando la chiesa cattolica divenne il culto dominante in quella zona, non poterono demonizzarla e fu canonizzata come Santa Brigida, la patrona delle arti e della guarigione.

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In epoca cristiana la festa di Imbolc è stata equiparata alla Candelora (la Festa delle Candele), ricorrenza appunto di Santa Brigida.

Il nome Brígit deriva dalla parola gaelica brig e significa ‘potente e ispirata’. È la Triplice Dea celtica, infatti spesso è rappresentata con le sembianze di tre sorelle (fanciulla vergine, madre feconda e anziana: ovvero le tre manifestazioni e fasi della natura), viene identificata con il potere di trasformazione della stessa Dea Oscura e ha tre funzioni:
 il fuoco dell’ispirazione come patrona della poesia, il fuoco del focolare, come patrona della guarigione e della fertilità
e il fuoco della forgia, come patrona dei fabbri e delle arti marziali.

 

candeloracandelora2I simboli che rappresentano la Dea sono il fuoco, l’acqua, il grano, il serpente verde (perché incarna la Natura che ritorna alla vita dopo la morte invernale giovane, rigenerata e pura) -a volte rappresentato da un bastone-, la croce di Brigit (una particolare croce fatta di grano ancora verde; anche Santa Brigida reca in mano lo stesso simbolo) e il mantello di colore verde.

È anche considerata la Festa della Fanciulla (come aspetto della Dea), perché da questo giorno fino al 21 Marzo (l’entrata della Primavera) inizia la stagione per prepararsi alla propria crescita e al nuovo che arriva.

Brígit è una divinità solare e infatti le sue qualità sono la luce, l’ispirazione e tutte le attività associate con il fuoco. Anche se non può essere identificata con il pianeta sole, è certamente l’origine dell’energia guaritrice e vitale interiore. Infatti, sotto la protezione di Brígit erano anche i misteri druidici della guarigione, e di questo sono testimonianza le molteplici ‘sorgenti di Brígit’, diffuse un po’ ovunque nelle Isole Britanniche. Alcune di esse hanno mantenuto fino ai giorni nostri molte tradizioni circa le loro qualità guaritrici. Ancora oggi, ai rami degli alberi che sorgono nelle loro vicinanze, i contadini appendono strisce di stoffa o nastri a indicare le malattie da cui vogliono essere guariti.

Imbolc è una festa del fuoco, e si festeggia intorno ai falò rituali… infatti il fuoco è simbolo di luce e di purificazione, di sostentamento e di fecondità. La divinità maschile che presiede a questa festa è il Dio Kernunnos (Cernunnos), divinità antichissima (venerata anche nella Gallia Cisalpina: l’Italia settentrionale), che rappresenta il Fuoco, il Sole ma anche le forze primordiali della natura che si risvegliano e fecondano la Dea… è il Dio che feconda la Dea… l’energia maschile e quella femminile che si incontrano per dare origine alla vita. Sembra che il ‘Dio cornuto’ fosse comunque una divinità preceltica di origine sciamanica adorata in tutto il continente indoeuropeo.

E Brígit è la guardiana della trasformazione e del cambiamento: circondata dai serpenti, Brígit rimane vicina alla terra, e dà inizio alla trasformazione e al cambiamento. La sua presenza ispira creatività nelle situazioni di sfida e la capacità di affrontare vecchie circostanze con una visione nuova. Poiché è legata all’elemento fuoco che forgia e modella, Brígit presiede all’arte del fabbro e all’immaginazione, alla visione e alla profezia: è presente nei momenti di creatività e di visione. Quando un bambino stava per nascere, le donne in attesa cantavano dolcemente per invocare la presenza e l’aiuto della Dea. La giovane e lucente Brígit è dignitosa, forte, appassionata… e vergine. È la Dea delle Fate!

È la levatrice, la profetessa e la patrona delle arti (in particolar modo della poesia) e dei mestieri. È la versione celtica di Athena-Minerva, perché è la conservatrice della tradizione: per gli antichi Celti la Poesia era un’arte sacra che trascendeva la semplice composizione di versi e diventava magia, rito, personificazione della memoria ancestrale delle popolazioni. ‘Consorte non soltanto del Re, ma di ogni persona creativa, Musa di ogni impresa creativa. Ma Ella è anche la Terra, o più precisamente il principio che dà la vita intrno alla Terra, che attraverso il suo influsso ha lo stesso effetto sia sulla natura fisica che sullo spirito umano.’

Brígit presiede l’ospitalità, la guarigione, l’allattamento e la produzione di birra. Dopo essere discesa nel mondo sotterraneo perché vecchia, stanca e sterile la Dea esce dalle profondità per incontrare il Dio, innamorarsi di lui e celebrare le Nozze a Litha (festa pagana che celebra il solstizio d’estate, il 21 giugno, giorno in cui i confini tra i mondi sono sottili). Infatti Imbolc, Candlemas o Candelora è il momento in cui le forze della natura si risvegliano e riattivano… è il momento in cui il grembo della Terra -che nel periodo invernale ha custodito pazientemente i semi della primavera futura- riceve le energie cosmiche, la spinta sacra alla nascita. Perciò, con la sua celebrazione anche noi risvegliamo i nostri sensi che durante l’inverno si erano assopiti e celebriamo il ritorno della luce, la rinascita e la fertilità!

Il seme, per poter ‘venire alla Luce’, deve ‘lasciarsi’ uscire dal luogo caldo, umido, comodo e accogliente… dal buio nutriente per prendere vita in una realtà sconosciuta.
 Ma cosa spinge il seme a fiorire, a lasciare il noto per l’ignoto? 
La stessa spinta energetica che ‘muove’ il bruco a non resistere al cambiamento che lo trasmuterà in farfalla.
 Il seme come il bruco non hanno coscienza di cosa stanno diventando, in che cosa si stanno trasmutando… non sanno che vanno incontro ad una evoluzione… non sanno che saranno più integri, perfetti, completi, divini.
 Né il seme né il bruco si rifugiano in quella mente razionale che instilla nell’essere umano paura e confusione… essi si abbandonano in piena fiducia al loro ‘istinto’… perché sanno che è l’unico modo per ‘divenire’ quello che sono veramente. Non scelgono di rimanere seme e bruco, non oppongono resistenza alla ‘trasmutazione’… si affidano, perché è la cosa più naturale. È questo il momento, dunque, di prendere coscienza del nostro essere farfalle e vivere appieno questa trasformazione: i suoi privilegi e le sue responsabilità.

Nel mondo romano la Dea Februa (Giunone) veniva celebrata alle calende di febbraio. Nel calendario romano i mesi seguivano il ciclo della luna; il primo giorno di ogni mese corrispondeva al novilunio (luna nuova) ed era chiamato ‘calende’, da cui deriva la parola ‘calendario’. Nella tradizione di Roma antica la festività porta il nome di Lupercalia ed è appunto consacrata a Giunone e al Dio Fauno, anche chiamato Luperco in qualità di difensore delle greggi e degli abitanti della campagna dagli assalti dei lupi, e lupo egli stesso.

Giunone è la moglie e madre per eccellenza, e secondo la leggenda restituì la fertilità alle donne romane (divenute tutte improvvisamente sterili), grazie a un rito e a un sacrificio fatto in suo onore, in seguito ripetuto ogni anno durante i Lupercalia. Proprio come Brígid, Giunone rappresenta la Natura e la Fertilità, mentre Fauno Luperco (il Dio romano metà uomo e metà cervo) rappresenta, come Kernunnos, l’energia maschile fecondante.

Infine, il 1 febbraio è legato alle figure di Gesù Bambino, sole nascente e vivificante e della Madonna, la Divina Madre e Sposa Divina e per questo Madre Terra feconda.

 

Il 2 febbraio la Chiesa cattolica celebra la presentazione al Tempio di Gesù (Lc 2,22-39), popolarmente chiamata Festa della Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo del Cristo ‘Luce per illuminare le genti’, appellativo con cui venne chiamato Gesù, allora dodicenne, dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme, che era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi.

Questa festività è anche detta della Purificazione di Maria, perché, secondo l’usanza ebraica, una donna era considerata impura del sangue mestruale per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno della nascita di Gesù. La parola Candelora deriva dal latino festum candelarum e va messa in relazione con l’usanza di benedire le candele, prima di accenderle e portarle nella processione.
 Oggi i ceri vengono conservati nelle abitazioni dei fedeli per essere riutilizzati, come accadeva in passato, per ingraziarsi le divinità pagane, durante le calamità meteorologiche, oppure nell’assistenza di una persona gravemente malata, o nel caso di epidemie, o nell’attesa del ritorno di qualcuno momentaneamente assente, o infine, come accade attualmente, in segno di devozione cristiana.

Poiché Imbolc /Candelora è la festa della Purificazione, della Trasformazione e della Rinascita/Risveglio, è anche il momento ideale per iniziare un nuovo ciclo del nostro cammino spirituale. È il tempo per i cambiamenti profondi, quelli nascosti. È il periodo dell’anno per prendere un impegno o per disfarci di ciò che non è più necessario o che ci ostacola. È tempo di guardare avanti con speranza e gioia per quello che sta per arrivare… è il tempo di riconfermare il nostro personale rinnovamento.

È il momento della ‘messa a punto’ di Yule, la ricerca della nuova ispirazione e illuminazione, la celebrazione delle idee appena nate, l’auto-consacrazione e la riconferma dei propri ‘progetti’. In un certo senso ciascuno di noi rinasce dopo la morte sperimentata a Samhain (che significa ‘fine dell’estate’ ed è la festa pagana che si celebra tra il 31 ottobre e il 1º novembre, spesso conosciuta anche come Capodanno celtico e corrisponde alla festività cristiana di Ognissanti e di Halloween) e il passaggio per l’aldilà di Yule, perciò questo è il momento migliore per iniziare il nostro cammino di ‘uomini e donne nuovi’.

Potremmo cogliere l’occasione e celebrare il nostro Risveglio con una meditazione o con un sacro rituale in intima comunione con il nostro Reale Essere per rendere grazie per quanto abbiamo ricevuto e per onorare il lavoro fatto nella trasformazione/sublimazione di vecchie abitudini, meccanicità e routine obsolete, di vecchi paradigmi mentali e lati del nostro carattere che sappiamo devono essere ‘trasmutati’ per poter nascere a ‘nuova vita’.

Poiché la Dea Madre esce dalle viscere della Terra rigenerata e purificata, può essere interessante ed evocativo compiere il rito di un bagno purificatore per rigenerare le nostre energie psichiche, fisiche e spirituali. Per chi ne ha ancora una in casa, riempiamo la vasca da bagno e sciogliamo nell’acqua calda un cucchiaino di miele d’arancio, tre gocce di olio di verbena, un quarzo ialino e un’ambra. Accanto alla vasca, accendiamo una piccola candela bianca (e verde, se la abbiamo), bruciamo dell’incenso (di coppale se ne abbiamo) con sopra mirra e verbena, immergiamoci nell’acqua e visualizziamo con immaginazione cosciente la Dea Brígit o la Divina Madre nell’atto di purificarci e rigenerarci. Se non abbiamo una vasca lasciamoci purificare e rigenerare dal getto confortante e vigoroso della doccia, massaggiandoci lentamente con gli elementi sopra menzionati. Sentiamo l’accoglienza del grembo della Dea (o Madre), vibriamo con Lei, abbandoniamoci a Lei, lasciamo morire tutto quanto durante l’inverno trascorso è stato dolore, buio, paura, ombra, tristezza, egoismo… e ‘tocchiamo’ la nuova energia che nasce dentro di noi, la luce del nuovo sole che la Divinità deposita in noi.

L’inverno ancora freddo si risveglia e inizia a sentire l’energia fremente della vita: è il Principio di Vita che ci prende per mano e ci porta oltre la soglia dell’Inverno per accogliere a braccia aperte la Primavera che ci aspetta, dentro e fuori di noi.

La Primavera che viene sarà molto poderosa perché verranno alla Luce e germoglieranno molte delle potenzialità che abbiamo coltivato, custodito, sognato, anelato, maturato dentro di noi…

È ora di dare il giusto spazio a ciò che ‘sentiamo’, a ciò che ‘siamo’… offriamoci questa possibilità! Dopo tanta stanchezza e sofferenza, problematiche e oscurità una voce sottile ci donerà il cambiamento di prospettiva e guiderà ognuno di noi verso il sentiero giusto, verso le scelte più consone al nostro ‘viaggio evolutivo’.

Ascoltiamola, perché la Rinascita è alle porte…

… e allora, cari compagni di viaggio, Gioiosa Rinascita!

Beatrice Marchetti

fonti:

http://nelnomedellamadre.blogspot.it/2016/01/imbolc-liberare-il-nostro-infinito.html

https://it.wikipedia.org

‘Il tempo dei Celti. Miti e riti: una guida alla spiritualità celtica’-Alexei Kondratiev

www.mitiemisteri.it

www.cronacheesoteriche.com

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